Proiezione Italia-Brasile a Pg / Mondiale di Calcio Femminile

Martedì 18 giugno alle ore 21:00 presso il chiostro della Casa dall’Associazionismo, in Via della Viola 1 a Perugia, vediamo insieme la partita Italia-Brasile del Mondiale di Calcio Femminile.

Perché?

Perché mentre Cristiana #Girelli segnava la sua tripletta personale nella partita del 5 a 0 contro la Giamaica, sui social si scatenavano i commenti di odio contro le calciatrici da parte di chi le voleva a fare le madri di famiglia o pronte subito dopo il match a pulire lo spogliatorio (cit.)!

Perché la #nazionalefemminile di calcio dopo 20 anni si è qualificata per la Coppa del Mondo ma, mentre quella maschile – esclusa dal mondiale – continua ad essere su tutte le prime pagine dei giornali, sportivi e non, la nazionale femminile gode di un’invisibilizzazione imbarazzante, che si traduce anche nel fatto che è difficilissimo anche nei locali pubblici potersi godere la partita.

Perché sono in molti quelli che sostengono che il #calcio sia un divertimento riservato soltanto ai maschi, in quanto prova di forza e aggressività, considerato non idoneo alle donne… molti sono pronti ad affermare che il calcio femminile stia sottraendo il “solo, ultimo e sacro, baluardo d’indipendenza degli uomini dalle donne: il pallone” (cit. Rivista Contrasti), molti sono pronti a sottoscrivere la frase “quando una donna parla di tattica mi viene il voltastomaco” (cit. #Collovati), molti pensano che il calcio femminile sia una roba da “quattro lesbiche” (cit. #Belloli).

Perché lo spazio concesso alle donne nel calcio è solo quello delle cheerleader, fidanzate o mogli dei calciatori (le cosiddette “#wags”).

Perché le sportive nel calcio come in altre discipline sono ancora considerate di serie inferiore rispetto ai colleghi uomini: considerate dilettanti, vengono pagate di meno dei colleghi uomini e non ricoprono ruoli dirigenziali.

Perché – come ricordato nel manifesto “Media, Donne e Sport: idee guida per una diversa informazione”- il racconto giornalistico-sportivo è ancora intriso di sessismo e pregiudizi: non si concentra sulle prestazioni e le capacità delle atlete, valorizzandone gli aspetti tecnici e agonistici al pari dei colleghi uomini, ma sull’aspetto fisico e la desiderabilità.

Perché la discriminazione nello sport è solo uno spioncino (tra altri mille) del modo in cui lavora la disuguaglianza di genere.

Perché lontano dalla pratica del “tifo” goliardico e dal concetto di italianità, nazionalismo e patriottismo in cui generalmente annegano questi eventi, vogliamo dare visibilità e spazio allo sport femminile e ad una battaglia che va ben oltre una singola squadra, un singolo sport o un singolo paese.

Non ci metteremo “mai la mano sul cuore” come dice Megan #Rapinoe, attaccante della squadra statunitense, che martedì 11 giugno prima del fischio d’inizio nella partita contro la Thailandia ha rifiutato di cantare l’inno nazionale come segno di protesta nei confronti dell’amministrazione Trump.

Perché è un piacere vederle giocare ed è con piacere che diamo un calcio al sessismo!

È stato bello? Avoja! E lo rifamo? Avoja!

#sorellemondiali #nonunadimeno #nonunadimenoperugia #ragazzemondiali #mondialefemminile #ITAvsBRA

PER CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI – DATA, ORA E LUOGO CLICK QUI

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