Un New Deal Rooseveltiano per l'Italia e l'Europa

Noi del Movimento Roosevelt siamo convinti che il mondo occidentale stia vivendo una involuzione antidemocratica, in cui le istituzioni preposte a tutelare l’interesse del Popolo sovrano appaiono troppo subalterne ad una ideologia sostanzialmente postdemocratica e neoaristocratica: il cosiddetto Neoliberismo.

Il Neoliberismo propone se stesso come un modello dogmatico, coincidente con una presunta scienza assoluta dell’economia, cui il decisore politico deve inchinarsi senza discutere.

Molti politici, e tanto più i cittadini comuni (latori pro-quota di sovranità), che non hanno i rudimenti necessari per capire come e quanto il Neoliberismo sia soltanto uno dei paradigmi economici possibili (discutibile come ogni altro) vengono chiamati ad omaggiare senza riserve una narrazione dell’economia e della società che, negli ultimi decenni, ha consegnato la maggior parte delle ricchezze e risorse nelle mani di pochi gruppi elitari, ha aumentato ad ogni livello le disuguaglianze, ha paralizzato mobilità e giustizia sociale, descrivendo il Welfare State del Secondo dopoguerra come un inammissibile privilegio da destinare alla damnatio memoriae.

Noi riteniamo che una autentica democrazia liberale (ricca di istanze sociali) necessiti senz’altro di libero mercato, libertà degli scambi, libertà d’impresa e libertà della finanza nel ricercare legittimo profitto privato, ma ci sembra che a tutto ciò debbano necessariamente essere aggiunti i seguenti, ulteriori “ingredienti”: ruolo propulsore ed equilibratore delle Istituzioni pubbliche (legittimate e non inibite ad investire risorse in modo significativo in vista della piena occupazione dei cittadini) rispetto al “gioco catallattico” dei privati, condizioni di dignità economica per tutti e per ciascuno, attivazione di dinamici ascensori sociali, presenza di un robusto Welfare State, preminenza della politica democratica sul “mercatismo integralista”, adeguata importanza dell’”economia industriale e reale” rispetto a qualsivoglia superfetazione della finanza speculativa.

D’altra parte, l’ “Econocrazia” neoliberista appare incompatibile con questi “ingredienti” democratici che abbiamo appena citato.

Ecco perché vorremmo riuniamo a Londra- per un prestigioso confronto critico, cui dare ampio risalto internazionale- alcuni tra i più illustri economisti, politici e politologi italiani, impegnati a promuovere una declinazione del capitalismo di natura postkeynesiana e squisitamente democratica, contro ogni ideologismo dogmatico di matrice ordo e neo-liberista.

Secondo noi, infatti, è proprio dall’Italia e dal pensiero di alcuni economisti e intellettuali italiani, che può venire la giusta propulsione ad un cambio di paradigma politico-economico che, dal Bel Paese e dall’Europa, possa diffondersi gradualmente a livello globale.

I relatori saranno: Ilaria Bifarini, Danilo Broggi, Nino Galloni, Guido Grossi, Egidio Rangone, Antonio Maria Rinaldi, Gioele Magaldi, Marco Moiso, Patrizia Scanu, Pierluigi Winkler .

PER CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI – DATA, ORA E LUOGO CLICK QUI

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